Lavorare nell’IT Parte 1

L’informatica è una disciplina presente nella vita quotidiana. Ogni giorno vengono generati Terabyte e Terabyte di dati, processati da miliardi di sistemi informatici e trasmessi per comporre una rete di informazioni globali.
Ma chi genera e gestisce l’informazione automatica? La Risposta è l’uomo.

In passato trattare oggetti nel mondo digitale era privilegio riservato a hacker, centri di ricerca, università e enti militari e governativi. Oggi chiunque possiede un telefono cellulare diventa un utilizzatore dell’IT: chi non ha mai “postato” qualche “cavolata” su Facebook? Chi non ha mai scritto una e-mail? Forse i nostri nonni… Ma anche loro qualche telefonata con il cellulare GSM l’hanno fatta. Quindi direttamente o indirettamente siamo tutti protagonisti di questa esplosione di dati digitali.

“Dietro le quinte” dei social network, dei sistemi di posta elettronica e di altri servizi che sono entrati nell’uso comune, ci sono persone, prima delle tecnologie, che:
– assicurano il corretto funzionamento di tutti i sistemi informatici
– ne progettano di nuovi
– contribuiscono a creare un mondo tecnologicamente migliore.

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Queste persone, come il sottoscritto, sono i cosiddetti operatori dell’IT. Spesso molti ragazzi che frequentano le università mi chiedono: << Ma per lavorare nell’IT cosa ci vuole? >> Occorre essere hacker, geni oppure vengono reclutate anche persone “comuni”?
La risposta a questa domanda è semplice: serve gente comune, ma serve anche che queste persone abbiamo qualche elemento in più della gente comune: approccio, metodo, esperienza… e anche un po’ di fortuna.

 

Approccio

L’informatico risolve problemi. Nell’80% dei casi gli amministratori delle aziende, i clienti e i visionari chiedono cose senza senso o con un’interpretazione discutibile del problema… La cosa che mi fa ridere in Italia è che queste persone spesso si spacciano per analisti informatici. Benvenuto nell’80% del problema informatico: La comprensione del problema.
Chi chiede una soluzione nel campo dell’IT non ha quasi mai le idee chiare… pronuncia quattro parole informatiche che ha letto su qualche rivista (tipo cloud, as a service, soa, snapshot) e li mescola a caso cercando indirettamente di comunicare la sua frustrazione di essere un pesce fuor d’acqua, e nel contempo il fatto che desidera non farsi “prendere in giro” dal tecnico che lo ascolta.
La soluzione sta proprio nel problema: il proprio interlocutore non sa quello che vuole, altrimenti sarebbe in grado di risolvere il problema da solo… Se lo aggredite, non solo avete perso una delle sfide del vostro lavoro, ma nella maggior parte dei casi prenderà decisioni affrettate che potrebbero portare altri problemi. Mettete le persone sulla buona strada e accompagnatele verso un nuovo mondo: l’informatica. Istruire clienti, responsabili e amministratori aiuta a farli formulare la domanda giusta; di conseguenza voi sarete in grado di operare verso la corretta risoluzione del problema con più facilità.
E’ quindi è la comunicazione che sta alla base dell’informatica… e una buona comunicazione apre la mente e i portafogli!

 

Metodo

Se l’approccio è una componente quasi totalmente commerciale, la seconda è molto più tecnica e costituisce il punto 0 dell’ingegneria: il metodo. Però in informatica, a differenza di tutte le altre specializzazioni, un buon metodo è qualcosa che sta tra scienza e arte… è una fusione tra analisi e intuito volto a migliorare il sistema e il modo con cui si lavora.
Non pensate che il metodo sia la risultante di studio, pratica e formazione… In questo modo sarete sì dei bravi tecnici, ma vi occuperete sempre delle stesse cose e non crescerete mai.
L’esempio tra IBM e Microsoft degli anni ’80 calza proprio a pennello: l’IBM pensava che solo i top manager capissero l’informatica e tutti i dipendenti fossero sudditi di un sovrano totalitario che imponeva metodo, formazione e tante belle canzoncine per motivare i propri dipendenti.
In quei tempi la Microsoft fece la una delle più grandi innovazioni: la licenza d’uso dei sistemi software. Bene! La IBM, il colosso dell’informatica letteralmente “fregata” da un gruppo di “pirati” (Cit. da “I pirati di Silicon Valley”). Questo lascia intendere che la grandezza di un’azienda non si misura solo sulla cultura, sullo standard aziendale o sulle regole da seguire, ma dall’idea: solo l’idea costituisce il vero traino di un’azienda informatica. Negli anni 80 si pensava (o meglio IBM pensava): <<perché investire sul software quando l’hardware costituisce la colonna portante dei sistemi informatici?>> Bhé adesso il solo concetto di “Software Defined DataCenter” (SDDC) lascia capire in che direzione è andato il mondo… .

La creatività è alla base delle cose che facciamo tutti i giorni e che ci porta a pensare di non essere semplici operai in una “linea” produttiva, bensì persone che plasmano il mondo che ci circonda con idee che ci accrescono e ci perfezionano. Ma quanto creativi e quanto saggi nelle nostre scelte? Bhé se avessi la risposta a questa domanda sarei il tecnico perfetto. Concluderei questo punto con una frase che “complica” e rende ancora più difficile la strada da percorrere: non si amministra un sistema senza studio e non si studia per amministrare un sistema (Come sono sadico!!!).

 

Esperienza

Diventa quasi un fondamento della crescita professionale e che non consiste solo nel fare tesoro delle proprie esperienze, ma anche nella capacità di creare un network di persone come te che condividono esperienze e metodi di approccio ai problemi. Oggi l’esperienza costituisce uno dei driver principali nel mondo del lavoro, soprattutto quando si parla di assunzioni e inquadramenti aziendali (logicamente parlo delle realtà non italiane…). Le documentazioni si scrivono per ricordare qualche dato o per istruire persone non tecniche.
L’uomo è nato per fare esperienza e non per scrivere manuali di come si vive. Questo però non esclude il documentarsi e il documentare le proprie esperienze, condividerle. Ma prima di chiedere a colleghi, amici, community o social, è sempre opportuno documentarsi, magari la risposta al tuo problema si trova già nel web, o in qualche manuale o all’interno di qualche storico di dei post di alcuni forum… quindi evitate di fare spam chiedendo al web sempre le stesse cose, e cosa molto importante, soprattutto quando si acquisisce nuova tecnologia, fate << RTFM >>, cioè leggete il f…..o manuale. 

Per adesso mi fermerei qui per lasciare il posto ad un elemento importante dei vostri prorgetti: il fattore tempo. Spesso il vostro capo, il reparto commerciale o il vostro cliente vi chiede: <<Per portare a termine questo lavoro cosa ci vuole ?>> Io solitamente rispondo: << tre cose: qualità, tempo e costo… due di queste le decidi ma la cosa più importante è che la terza la decido io!>>.

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